
”No alla precarietà e alla povertà: più diritti, più lavoro, più scuola e più sviluppo” è lo slogan dello sciopero del 12 marzo organizzato dalla Cgil nazionale che coinvolgerà anche Catania. Lo sciopero generale è stato proclamato per tutta l’intera giornata ad esclusione di trasporti e aeroporto, dove i lavoratori si asterranno dai loro compiti solo per quattro ore. In città è prevista anche una manifestazione con concentramento in piazza Roma alle ore 9, marcia e comizio in piazza Manganelli per le 11,30. Interverranno Angelo Villari segretario generale della Cgil di Catania, Pasquale Timpanaro segretario Cgil Caltagirone, i rappresentanti dei precari e dei lavoratori delle aziende in crisi. Conclude Nicola Nicolosi della Cgil nazionale.
L’iniziativa è stata presentata da Angelo Villari e Pasquale Timpanaro, dai segretari confederali e dai segretari di categoria nel corso di un incontro con la stampa. Le motivazioni? “Anche a Catania valgono quelle nazionali, comprese le richieste, la prima delle quali è quella rivolta al governo, a Confindustria e a tutte le imprese: fermare i licenziamenti. E' necessario garantire la prosecuzione della cassa integrazione in deroga, raddoppiare la durata dell'indennità di disoccupazione e aumentare i massimali di cassa integrazione, sostenere il reddito e prevedere gli ammortizzatori sociali per i precari”, sottolinea Villari, che non può mancare di fare riferimenti alle tasse troppo alte (“smettiamola di tassare gli stipendi dei dipendenti e puntiamo su rendite e patrimoni ”) e a settori precisi: gli agricoltori, per esempio, ma anche gli edili, che in questi giorni devono fare i conti con una nuova vertenza: quella della SIGENCO, che vedeva gli operai impegnati nella realizzazione di metropolitana. Vedeva, perché gli edili in questione sono in cassa integrazione. Eppure il lavoro c’è, basti pensare al tratto bloccato per motivi geologici. Servono nuovi interventi per proseguire la tabella di marcia. Della questione, non a caso, è stato investito anche la Prefettura di Catania.
Per la Cgil, “è necessario affrontare le vertenze impedire la chiusura delle aziende, definire strumenti di politica industriale, avviare subito un piano per la ricerca e un piano per il Mezzogiorno. Una risposta immediata della CGIL è una prima restituzione di 500 euro per il 2010, di quanto già lavoratori e pensionati hanno pagato in più – si legge nel volantino ufficiale- E' necessario ridurre le tasse per lavoratori e pensionati, attraverso la lotta all'evasione e all'elusione fiscale, la tassazione come in Europa delle rendite finanziare, dei grandi patrimoni e delle stock option, attraverso l'abbassamento della prima aliquota al 20 %. E' necessario costruire un futuro per il Paese attraverso politiche di accoglienza e lotta alle nuove schiavitù. Fondamentale è la regolarizzazione dei migranti che lavorano, la sospensione della Bossi-Fini per i migranti in cerca di rioccupazione, abolire il reato di clandestinità, riconoscendo la cittadinanza alla nascita nel nostro Paese, estendere l'art. 18 del Testo Unico sull'immigrazione equiparando il reato di caporalato a quello di tratta sugli esseri umani”.
Alla manifestazione aderisce anche la Federconsumatori di Catania che già nei giorni scorsi ha ribadito ufficialmente la propria posizione sui tributi; per l’occasione sarà possibile contattare i volontari che, grazie anche all’allestimento di un apposito banchetto, consegneranno i moduli per la restituzione del canone della Sidra.
comunicato stampa Cgil
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